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Arto fantasma

Approfondimento

Arto fantasma

A volte la semplice sensazione dell’arto fantasma (le persone sottoposte ad amputazione di un arto vanno frequentemente incontro a particolari sensazioni localizzate nella zona dell’arto mancante, da qui appunto il nome di “arto fantasma”), può diventare nel tempo un vero e proprio “dolore del fantasma” che può essere estremamente invalidante. La sensazione dell’arto fantasma è caratterizzata da:
- Sensazioni cinestetiche: senso della posizione; senso della lunghezza; senso del volume.
- Sensazioni cinetiche: esperienze di movimento volontario o spontaneo o associato.
- Sensazioni esterocettive: torpori; punture di spilli; calore o freddo; prurito.

Normalmente l’arto fantasma subisce variazioni significative entro i primi due anni dall’amputazione. Si può avere:
- Telescoping: si riferisce al “restringimento” dell’arto fantasma: le parti distali gradualmente raggiungono il moncone. Il processo è in genere completato entro il primo anno dall’amputazione ed è più frequente negli arti superiori che in quelli inferiori.
- Scomparsa: la frequenza e l’intensità delle sensazioni fantasma diminuiscono col tempo. Dopo dieci anni dall’amputazione solo un terzo dei pazienti mantiene una sensazione vivida dell’arto fantasma come le prime settimane.

Dopo un’amputazione è talvolta possibile osservare una corrispondenza tra specifici punti sulla pelle e punti sull’arto fantasma: amputati stimolati sulla cute, riferiscono una seconda sensazione sull’arto fantasma. Tale fenomeno denominato “fenomeno di remapping”, sarebbe in favore dell’ipotesi che la riorganizzazione corticale dopo amputazione implichi un’espansione degli inputs sensoriali delle zone limitrofe entro regioni cerebrali originariamente rappresentanti l’arto amputato. Quindi, ci si deve aspettare che la sede dei campi di riferimento rifletta l’organizzazione nervosa somatosensitiva. La distribuzione delle zone della superficie cutanea, da cui è possibile evocare sistematicamente sensazioni riferite a segmenti corporei amputati ma percepiti come presenti, è in accordo con la classica nozione che la periferia somatosensitiva è ordinariamente rappresentata in corteccia secondo la regola topografica della disposizione omuncolare.

L’osservazione che tale sindrome non si presenti mai nei bambini amputati prima del quinto anno di età, è suggestiva del consolidamento a livello corticale dello schema corporeo.

Il dolore, che può essere crampiforme, urente, lancinante, avvertito come una variazione di temperatura o di pressione, trova in genere attenuazione dall’utilizzo della protesi e dalla somministrazione di correnti analgesiche; qualora queste non siano sufficienti sarà necessario ricorrere a farmaci analgesici, psicotropi, antidepressivi.

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